giovedì 10 febbraio 2011

domenica 26 dicembre 2010

Disagio dei cittadini alla ASL Salerno 2

Salerno, lunedì 20 Dicembre 2010.

Caos per esenzioni Ticket Campania.

In base al Decreto n. 64 del 22.10.2010, dal 1° dicembre c.a. sono cambiate le regole, ma non i criteri, per ottenere l’esenzione dalla quota di partecipazione alla spesa sanitaria (ticket) per condizione economica.

Come sappiamo, le tessere di esenzione per condizioni economiche con codice E01, E02, E03 ed E04 hanno cessato la loro validità il 30 novembre c.a., e dal 1° dicembre i medici di famiglia stanno utilizzando uno specifico elenco fornito dal sistema Tessera Sanitaria per assegnare la condizione di esenzione da reddito ai propri assistiti.

I soggetti aventi diritto a tali esenzioni debbono recarsi anzitutto dai loro medici curanti per verificare se sono inseriti negli elenchi in loro possesso; in tal caso, non debbono far nulla. In caso contrario, se non figurano nell' elenco e se ritengono di averne i requisiti, debbono recarsi all' ASL e presentare la necessaria documentazione.
L’elenco degli esenti in possesso dei Medici di famiglia o dei Pediatri sarà aggiornato dal sistema Tessera Sanitaria entro il 31 marzo di ogni anno, pertanto dal 1° Aprile i cittadini che non saranno presenti nel nuovo elenco e che ritengono di averne i requisiti, dovranno recarsi presso gli uffici competenti della propria ASL.

Alcuni fatti: primo tempo.

Le suddette premesse sembrerebbero far parte di una normale procedura amministrativa, seguita da un pronto e ordinato adempimento dei cittadini. Ed invece è caos esenzioni ticket in Campania

I fatti, di fantozziana memoria, sono questi. Fin dalle ore quattro del mattino un gran numero di cittadini sta facendo la fila ogni giorno lavorativo davanti all' ingresso principale del suddetto Distretto, raggiunto in genere a piedi dalla maggior parte di essi. Qualche ora prima dell' apertura, che avviene alle 8, un agente interno della Struttura prende i nomi delle persone presenti in ordine di arrivo; però solo le prime trenta persone vengono sbrigate nell' arco della mattinata, mentre tutte le altre sono rinviate al giorno successivo

Ma la sola cosa veramente importante e da tenere ben presente è che a fare la fila finanche dalle quattro del mattino ci sono vecchietti, vecchiette, persone debilitate, lavoratori e lavoratrici che hanno preso permessi. Queste persone, dopo levatacce incredibili nel cuore della notte, stanno esposti lì alle forti intemperie - freddo pioggia vento - di cui siamo stati gratificati in queste ultime settimane.

L' ASL sta senza soldi, ha superato la soglia di spesa massima consentita. E’ noto che la Direzione dell’ ASL e l' Agenzia delle Entrate stanno cercando di porre rimedio a tutto questo. Questo lo sappiamo. Ma non si può accettare che a farne le spese dirette siano le fasce più deboli degli assistiti.

ALTRI FATTI: SECONDO TEMPO.

Poi, dopo le 8, una volta entrati dentro, c' è il secondo tempo di questa routine, peggiore del primo, in cui si aveva almeno la speranza di capitare entro i primi 30.
La tensione aumenta perché quelli con prenotazione superiore a 30 cercano in qualche modo di non rifare la fila il giorno seguente, ma, anche protestando, anche facendo arrivare la volante della Questura, la routine non può essere modificata per non andare in conflitto con quelli del giorno appresso.

Per la confusione e la tensione esistente, il servizio risulta pessimo.

Sopratutto, l' idea che mi sono fatto di questa abnorme situazione è che inutile andare alla ricerca di chi ha torto e di chi ha ragione. Non esiste chi ha torto e chi ha ragione, non esistono né colpevoli, né innocenti, ma solo livelli diversi di responsabilità. Con pragmatismo realista, senza derive strumentali o politiche, occorrerebbe che i Responsabili, dopo aver riesaminato il problema, trovassero tutte le soluzioni che ritengono più opportune, escludendo però quelle che stanno penalizzando ingiustamente proprio le fasce più deboli dei cittadini assistiti dell' ASL Salerno 2.

UN PICCOLISSIMO IMPREVISTO.

In data martedì, 21/12/2010, mi trovavo all' ASL Salerno2 per altri motivi (scelta del medico ), quando sono stato testimone dell' ennesima situazione critica e dell' ennesima routine. C' è infatti sempre qualcuno, ma più spesso qualcuna, che, oppressa da problemi anche gravi e difficili da risolvere, non ce la fa più, e dà in escandescenze.
Ciò che segue è routine: chiamata della Volante della Questura; l' inviato della Questura che, sentiti i fatti, non può che dar ragione - sostanzialmente, salvo per le maniere - a chi protesta, ma che però non riesce comunque a trovare una soluzione; suggerimento - in camera caritatis - di provare a presentare una petizione...!

A questo punto, qualcuno dei presenti si ricorda di quando avevo chiesto, presenti allora un centinaio di persone, ma inascoltato, di fare una petizione; mi coinvolge!, e stavolta, presenti al più una ventina di persone, la petizione si fa.

Il giorno appresso, io e la Signora C. T. (ometto i nominativi completi per privacy), presentiamo alla Questura la petizione. Però l' incaricato ci dice subito che, considerate anche le poche firme, la petizione serve a ben poco, e che ci vorrebbe un esposto, firmato da quante più persone è possibile, coinvolgendo magari anche qualche istituzione cittadina, ad esempio le Associazioni a tutela del

Lo facciamo, e speriamo di andare avanti anche con l' aiuto di chi legge quest' articolo, perché in un Paese civile occorre sempre avere il rispetto delle persone, di tutte le persone.

Link correlati:
Di seguito il decreto, l' articolo completo e un video relativo all' ASL di Aversa.

Esenzioni Ticket Campania : DECRETO n. 64 del 22.10.2010

Disagi per esenzione ticket Campania: è caos.
Aversa - Al Poliambulatorio gente in fila per giorni

l' admin

venerdì 26 novembre 2010

Una Nuova Stagione Politica

Una Nuova Stagione Politica
Un binomio da prendere in considerazione: qualità delle idee e dei programmi + un pragmatismo realista.

giovedì 25 novembre 2010

'NOI SUD' PER SALERNO CAPITALE


‘NOI SUD’ PER SALERNO CAPITALE
Posted on November 25, 2010 by admin

Convegno 18 novembre ’10 – Grand Hotel Salerno. Elezioni amministrative 2011.

E’ tempo di andare oltre il concetto di Salerno città autoreferenziale, chiusa in se stessa, tutta tesa a farsi bella nelle cose inutili, sostanzialmente estranea ai grandi problemi dell’occupazione e dello sviluppo del territorio di cui è la città più importante.

Salerno è stata capitale d’Italia! Per il suo ruolo strategico possiede le carte in regola per divenire punto obbligato di riferimento per un’area vastissima: tutta la fascia tirrenica a sud di Napoli fino in Calabria, la Basilicata, le province di Avellino e Benevento.
PROPOSTE PER SALERNO CAPITALE

- Ultimazione immediata della metropolitana.

- Sistema dei parcheggi ai margini della città, collegati con navette al suo centro e alle emergenze socio economiche e culturali cittadine. Città pulita, senza smog in cui la fluidità del traffico favorisce i commerci e le iniziative. In tal modo vivrà (e meglio) il centro cittadino, ma vivranno da protagoniste anche le attività (come i negozi) di Mercatello, Pastena, Torrione, Via Irno, Carmine, ecc.
Tutte le modalità del trasporto cittadino e provinciale (metropolitana,FS,strade normali e protette) nonché i porti turistici e il porto commerciale dovranno essere direttamente collegate con il sistema dei parcheggi.

- Aeroporto.

E’ inutile e dispendioso aprirlo al traffico per poi richiuderlo dopo pochi mesi. Sulla pista attuale possono atterrare e prendere il volo solo i piccoli vettori che rappresentano all’incirca il 4% degli aerei sul mercato. Raddoppierà il costo di gestione e bisognerà comunque risospendere i voli quando si porrà mano alla ristrutturazione dell’attuale pista che, nelle condizioni in cui versa, non può sopportare i carichi degli aerei più pesanti. Non è meglio lavorare per la l’allungamento della pista attuale, per la ristrutturazione della parte vecchia e poi partire alla grande ?

- Porti turistici.

Le tre iniziative per Salerno, vanno coordinate tra loro e rapportate con tutto il territorio provinciale.

- Porto commerciale.

Strategia in due tempi:

1) messa in funzionalità del porto attuale con dragaggio dei fondali e ristrutturazione delle banchine perché funga da vero porto commerciale e non solo, come purtroppo sta diventando, da porto crocieristico.

2) delocalizzazione futura a sud di Salerno. Per un grande porto della Campania, della Basilicata e del Mezzogiorno. Per un autentico porto del Mediterraneo.

- Facoltà di medicina.

Per la pattuglia dei parlamentari salernitani che nella legislatura 2001-2006 ne abbiamo reso possibile l’apertura, la Facoltà di Medicina deve significare rinascita della Scuola medica salernitana. Vale a dire : cultura universitaria nel pianeta salute di Salerno. Vale a dire: Ricerca scientifica e, insieme, qualità e appropriatezza delle cure, territoriali, di ambulatorio e ospedaliere.

Per dire la parola fine ai pellegrinaggi della salute.

Perché un tumore venga curato bene anche a Salerno non solo all’Istituto dei tumori di Milano.

Nella prossima comunicazione parleremo di: Alta Velocità, Interporto, Giustizia, Scuola e, non ultima, Pesca. Per una città che vive nella tradizione e la migliora.

Gaetano Fasolino

Segretario Provinciale

'NOI SUD' PER SALERNO CAPITALE

'NOI SUD' PER SALERNO CAPITALE

giovedì 4 novembre 2010

River Flows In You By Yiruma

" Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l'altra " (I. Calvino, Lezioni Americane, da una intervista agli studenti)

incompletezzaAllora, il buon Medardo disse:
- O Pamela, questo è il bene dell'essere dimezzato: il capire d' ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.

("Il visconte dimezzato", I. Calvino)

n.d.a. In questa pagina, ho provato a creare degli accostamenti Musica-Narrativa-Immagini in base ad una suggestione personale. In base a questa esperienza, ho deciso di rileggere " Il Visconte dimezzato ", e di leggere gli altri due romanzi. I motivi? Credo che questi risiedano in una latente insoddisfazione di base, a cominciare dall' immagine del puzzle incompleto , e che però non rende bene il concetto di incompletezza dello scrittore (potrebbe qualche gentile lettore propormi un' alternativa?). Poi ancora per il fatto che fino ad oggi non mi ero reso bene conto che la tematica calviniana dell' incompletezza è generale, universale. Calvino fa dire a Medardo: il capire d' ogni persona e cosa al mondo..., e quindi una ruota e il suo mozzo in meccanica, le cariche positive e negative in elettricità, gli enantiomeri nella chimica, e così via nel mondo delle cose; ma anche, nel mondo vivente, il gamete maschile e quello femminile, un giovane innamorato in cerca della sua anima gemella, e così via. Cioè, tutto un mondo da scoprire!

Zeferino Siani

mercoledì 3 novembre 2010

domenica 26 settembre 2010

Open Government', nel mondo ed in Italia.

Definizione ed origine.

E' detta ‘Governo aperto’ (Open government) la dottrina secondo la quale gli aspetti dell’ attività del governo e dell'amministrazione statale dovrebbero essere aperti a tutti i livelli ad un reale controllo dei cittadini.

Tale dottrina affonda le sue radici nel periodo dell’ Illuminismo, il grande movimento culturale e filosofico le cui caratteristiche principali furono anzitutto la fiducia nella ragione (da “lumi della ragione”, appunto), ma anche l' affermazione dei principi d’uguaglianza e di libertà.

I fattori che finora si sono opposti all' esistenza di un 'Governo Aperto' dipendono da ragioni di Stato e da considerazioni di sicurezza nazionale che legittimano il segreto di Stato; e pertanto comunque si dovrà sempre distinguere ciò che i cittadini hanno diritto di sapere da ciò che invece deve essere tenuto segreto.
Con l’ avvento dell’ informatica, negli ultimi anni si è molto sviluppato in molti Stati, ma pochissimo in Italia, una derivazione della suddetta dottrina - la teoria della ‘Governance Open Source’ - , cioè di applicazioni software rese disponibili per consentire ai cittadini sia un libero accesso alle notizie dell’ amministrazione e sia la possibilità di un apporto controllato di propri contenuti., sull’ esempio di Wikipedia.

I recenti sviluppi.

La prima pratica iniziativa di 'Governo Aperto' si deve al Presidente degli Stati Uniti d' America Barack Obama che, in data 21 Gennaio 2009, ha pubblicato nel Federal Register un ormai celebre Memorandum per i Responsabili dei Dipartimenti e delle Agenzie sui temi della ‘Trasparenza’ e del ‘Governo Aperto’, sfociato poi in data 8 Dicembre 2009 nella nota Direttiva Obama.


In sintesi, il Memorandum afferma tre principi:

  1. Il Governo dovrebbe essere trasparente. La trasparenza promuove la responsabilità e fornisce informazioni ai cittadini su ciò che il loro governo sta facendo.
    L’ Informazione è un bene nazionale. Il Governo, sfruttando anche le nuove tecnologie, deve trasmettere le informazioni rapidamente in forme che il pubblico può facilmente trovare e utilizzare, e simultaneamente sollecitare un pubblico feedback per individuare le informazioni di maggiore utilità per il pubblico stesso.
  2. Il Governo dovrebbe essere partecipativo, cioè dovrebbe stimolare la partecipazione dei privati alle decisioni politiche ed amministrative, in quanto il ricorso all’intelligenza collettiva migliora la qualità delle scelte compiute dalle istituzioni.
  3. Il Governo dovrebbe essere collaborativo, cioè dovrebbe utilizzare strumenti innovativi, metodi e sistemi di mutua collaborazione, a tutti i livelli, con Organizzazioni non profit, Aziende e persone fisiche nel settore privato, e simultaneamente dovrebbe sollecitare commenti di pubblico feedback per valutare e migliorare il livello di collaborazione e individuare nuove opportunità di cooperazione.

I suddetti tre principi di trasparenza, partecipazione, collaborazione costituiscono la pietra angolare di un governo aperto, e rappresentano i criteri su cui si è mossa la suddetta Direttiva Obama.

Open Data.

Una diretta conseguenza della dottrina 'Open Government' è il movimento 'Open Data' nella pubblica amministrazione, il cui significato si evidenzia dal seguente passaggio presente nella Direttiva Obama: « ... fin dove possibile e sottostando alle sole restrizioni valide, le agenzie devono pubblicare le informazioni on line utilizzando un formato aperto (open) che possa cioè essere recuperato, soggetto ad azioni di download, indicizzato e ricercato attraverso le applicazioni di ricerca web più comunemente utilizzate. Per formato open si intende un formato indipendente rispetto alla piattaforma, leggibile dall’elaboratore e reso disponibile al pubblico senza che sia impedito il riuso dell’informazione veicolata. »

Tra i risultati della Direttiva Obama è di notevole interesse la creazione del portale pubblico Data.gov, lanciato nel maggio 2009, che raccoglie tutte le informazioni rese disponibli dagli enti statunitensi ai cittadini statutinensi in formato aperto, e cioè completi (tutti i dati pubblici, eccetto quelli che sono soggetti a valide restrizioni di riservatezza e sicurezza), primari (raccolti alla fonte), tempestivi, accessibili, leggibili dai computer, non discriminatori (ad es., senza vincolo di registrazione), non proprietari, liberi (senza copyright o brevetto).

Un contributo notevole alla implementazione del movimento 'Open Data' è stato dato da Tim Berners-Lee, che al Ted2009, curato dalla Fondazione no-profit Sampling - impegnata nel target "idee che vale la pena diffondere" - , ha lanciato il messaggio ' Raw Data Now ' (Liberate i dati ora).

Tim Berners-Lee è stato uno dei massimi pionieri dell' informatica. Tra le sue maggiori scoperte: il WEB di cui ha anche coniato originariamente il nome (World Wide Web); il primo web-server; il primo programma client (un browser e un editor); l' HTML, le specifiche iniziali dei protocolli URL, HTTP e HTML, ecc.

Altre iniziative del tipo di Data.gov sono sorte in Inghilterra, Nuova Zelanda, Australia e Giappone.

La situazione in Italia.

In Italia, una iniziativa molto interessante è quella della Regione Piemonte, dati.piemonte.it, che pubblica tra l' altro anche un elenco aggiornato dei principali eventi italiani ed internazionali relativi al riuso dei dati pubblici: Eventi PSI
Ma per dare il via libero al progetto 'Open Data' occorre innanzitutto modificare ed armonizzare la legge 241/90 (sui procedimenti amministrativi) e il d. lgs 196/2003 (legge sulla privacy).
Relativamente alla prima, occorre ad esempio che il cittadino, avendo l' accesso ai dati, non paghi poi un ente terzo per i diritti del software proprietario su cui gira la procedura, ma al più solo la PA per i costi di fotocopie, ed altri costi simili (si fa presente che i dati amministrativi pubblici cui il cittadino ha diritto ad accedere sono un bene nazionale, creato con i soldi degli stessi cittadini, e quindi non debbono avere un costo).
Relativamente alla seconda, occorre tener conto che la privacy è un concetto in continua evoluzione, e pertanto occorre di conseguenza modificare la normativa.

Il nuovo CAD (Codice Amministrazione Digitale), approvato su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, dovrebbe avviare un processo che consentirà di avere entro i prossimi 3 anni (in coerenza quindi con il piano e-Gov 2012) un’amministrazione nuova, digitale e priva di burocrazia inutile.
Le prosssime scadenze dovrebbero essere le seguenti: entro 3 mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta elettronica certificata (Pec) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna; entro 4 mesi individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività di Ict; entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie digitali dei documenti informatici.
Il cittadino comunicherà una volta sola i propri dati alla PA centrale: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti.

Fare Sud.

Ritengo che gli argomenti trattati in questo articolo debbano essere impugnati e portati avanti con determinazione da tutti i cittadini italiani che hanno a cuore la loro dignità e centralità e spirito di collabortazione e fiducia nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Pur tuttavia, il problema assume per i cittadini italiani del Sud una connotazione ancora più particolare e pregnante, derivante dalla diversa storia precedente, che affonda le sue radici nella ancora oggi non risolta questione meridionale. Di ciò parleremo a breve in un articolo a parte.

Riflessioni.

I cittadini hanno perso fiducia nello Stato e nei partiti, e i cittadini e i partiti sono ormai due mondi separati. Non c'è partecipazione, nè tantomeno collaborazione.

I casi del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, del Ministro Claudio Scajola e del Responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso, tanto per citarne alcuni tra i più recenti, dimostrano che registi più o meno occulti possono tenere sotto schiaffo persone politiche, minando le basi del vivere democratico.
Allora, conviene che tutti i dati siano pubblici tranne quelli in relazione ai quali sussistano effettive esigenze di segreto, privacy o riservatezza.

La realizzazione di un 'Governo Aperto' nazionale e di un 'dati.campania.it' non deve essere il solito sogno ad occhi aperti.

Realizziamolo. Per il cittadino ci sarebbero immediati vantaggi pratici, come la diminuizione delle code agli sportelli, la diminuizione dei certificati da produrre e presentare, nonchè una maggiore conoscenza del proprio contesto civile, una maggiore dignità personale, una maggiore fiducia nella Pubblica Amministrazione ed una maggiore collaborazione con essa.

Zeferino Siani

Link correlati:
La via italiana all'open data. Tra CAD, trasparenza e privacy
Verso l'open government che parla italiano?
Forum PA
Manifesto Amministrare 2.0

"Raw Data Now" - Tim Berners Lee

Tim Berners-Lee: The year open data went worldwide - Video YouTube

Dati aperti

Data.gov
London Datastore
challenge.gov
Lettera aperta al Partito democratico

giovedì 1 luglio 2010

Chi era Michelemmà?


Ieri sera un amico, alla sede di "Noi Sud", ha citato questo nome Michelemmà, assieme a tanti altri nomi reali e immaginari di Napoli e del Sud.
Ditemi, per favore: chi era Michelemmà? Probabilmente, una persona piena di vita e di amore per la vita. Una persona buona, insomma.
Ma ditemi per favore anche quali personaggi di Napoli o del Sud sono stati fetenti, cattivi.
Read More Mi chiedo perchè tutto a Napoli, ed al Sud in genere, deve essere sempre maledettamente complicato. Ad esempio, perchè Pomigliano non decolla, perchè mia nipote intelligente e brava non riesce da anni a trovare un lavoro, e sopratutto perchè sono cattive le persone del sud cattive. 'Scampia' (il film) è una bella risposta, ma è troppo attuale, ed io non sono la persona capace di affrontare in tal modo i problemi. Sono un nonno, come ce ne sono tanti, per i quali i giochi ormai sono fatti, e guardano ai nipoti e ai giovani chiedendosi quali giochi li attendono.

Per capire Napoli, Salerno dove abito, e per capire il Sud in genere, dobbiamo sforzarci di capirne il bene ed il male.
Ricordo che Curzio Malaparte scriveva anche della Napoli misera, cattiva. E anche Italo Calvino, non nato al Sud (Cuba), nè vissuto al Sud (mi pare Siena, San Remo, e dintorni), ma italiano, nel suo "Il visconte dimezzato" fa dire ad un suo personaggio: ' ... ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane ' ; e poi ancora, parole dello stesso Calvino a studenti di Pesaro: ' tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l' altra '. Insomma, l' uomo è fatto di bene e male; al mondo esiste il bene ed il male, e non puoi capire il bene se non conosci anche il male e viceversa.

La cosa che mi stupisce profondamente è quanta intelligenza dei fatti della vita, e quanto spessore politico c' è in tutte le persone del sud che incontri per strada, e con le quali chiacchieri del più e del meno, e poi butti là, quasi per caso, una cosa che tu vuoi sapere, e la risposta arriva sempre precisa, saggia, reale, profonda, viva, ma anche definitiva. Cioè, tu rimani di stucco, e chiedi subito un' altra cosa, ma niente da fare... ormai il discorso è chiuso! E tu senti quel senso di fatalità, di storia sedimentata, anche forse i riflessi di tutta la storia, antica ma sempre attuale, della questione meridionale, ma senti sopratutto in quelle risposte il riflesso di tutte le storie accadute, sofferte, e mai conosciute delle persone di questa parte sud dell' Italia, cui noi apparteniamo. Per carità, non ricominciamo: non sud contro nord, ma semplicemente italiani, che vogliono che l' Italia vinca i mondiali, ma che desiderano anche un poco di bene, di serenità, di poter gustare ugualmente la gioia di vivere sia se si ascolta "funiculì, funiculà" o " mia bella Madunin".

Perciò, rifaccio la domanda completa a tutti gli utenti di 'La Piazzetta' che leggono queste righe, e ai quali sta a cuore questo problema: "Chi sono i michelemmà buoni e cattivi del nostro sud italiano? Perchè i michelemmà cattivi sono cattivi? Che cosa praticamente possiamo fare per migliorare le nostre condizioni e prospettive di vita, senza danneggiare nessuno?"

Pubblico quest' articolo così come mi è venuto in mente, giocando un poco con il significato reale della 'Canzone di Michelemmà' e le riflessioni e le emozioni personali quando recentemente l' ho risentita, nelle mie frequenti incursioni nel mondo della canzone napoletana, nella versione di Murolo e in quella di Gloriana.
Chi volesse seguire il percorso completo di letture, può leggere su questa stessa prima pagina l' articolo 'La Canzone di Michelemmà, secondo michelemmà'.

Concludendo, dovremmo parlare dei nostri michelemmà presenti e passati, per scegliere bene i michelemmà del nostro futuro (per la verità più vostro che mio), e per dare un mondo migliore ai michelemmà che ci seguiranno.

michelemmàIeri sera un amico, alla sede di "Noi Sud", ha citato questo nome Michelemmà, assieme a tanti altri nomi reali e immaginari di Napoli e del Sud.
Ditemi, per favore: chi era Michelemmà? Probabilmente, una persona piena di vita e di amore per la vita. Una persona buona, insomma.
Ma ditemi per favore anche quali personaggi di Napoli o del Sud sono stati fetenti, cattivi.
Read More Mi chiedo perchè tutto a Napoli, ed al Sud in genere, deve essere sempre maledettamente complicato. Ad esempio, perchè Pomigliano non decolla, perchè mia nipote intelligente e brava non riesce da anni a trovare un lavoro, e sopratutto perchè sono cattive le persone del sud cattive. 'Scampia' (il film) è una bella risposta, ma è troppo attuale, ed io non sono la persona capace di affrontare in tal modo i problemi. Sono un nonno, come ce ne sono tanti, per i quali i giochi ormai sono fatti, e guardano ai nipoti e ai giovani chiedendosi quali giochi li attendono.

Per capire Napoli, Salerno dove abito, e per capire il Sud in genere, dobbiamo sforzarci di capirne il bene ed il male.
Ricordo che Curzio Malaparte scriveva anche della Napoli misera, cattiva. E anche Italo Calvino, non nato al Sud (Cuba), nè vissuto al Sud (mi pare Siena, San Remo, e dintorni), ma italiano, nel suo "Il visconte dimezzato" fa dire ad un suo personaggio: ' ... ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane ' ; e poi ancora, parole dello stesso Calvino a studenti di Pesaro: ' tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l' altra '. Insomma, l' uomo è fatto di bene e male; al mondo esiste il bene ed il male, e non puoi capire il bene se non conosci anche il male e viceversa.

La cosa che mi stupisce profondamente è quanta intelligenza dei fatti della vita, e quanto spessore politico c' è in tutte le persone del sud che incontri per strada, e con le quali chiacchieri del più e del meno, e poi butti là, quasi per caso, una cosa che tu vuoi sapere, e la risposta arriva sempre precisa, saggia, reale, profonda, viva, ma anche definitiva. Cioè, tu rimani di stucco, e chiedi subito un' altra cosa, ma niente da fare... ormai il discorso è chiuso! E tu senti quel senso di fatalità, di storia sedimentata, anche forse i riflessi di tutta la storia, antica ma sempre attuale, della questione meridionale, ma senti sopratutto in quelle risposte il riflesso di tutte le storie accadute, sofferte, e mai conosciute delle persone di questa parte sud dell' Italia, cui noi apparteniamo. Per carità, non ricominciamo: non sud contro nord, ma semplicemente italiani, che vogliono che l' Italia vinca i mondiali, ma che desiderano anche un poco di bene, di serenità, di poter gustare ugualmente la gioia di vivere sia se si ascolta "funiculì, funiculà" o " mia bella Madunin".

Perciò, rifaccio la domanda completa a tutti gli utenti di 'La Piazzetta' che leggono queste righe, e ai quali sta a cuore questo problema: "Chi sono i michelemmà buoni e cattivi del nostro sud italiano? Perchè i michelemmà cattivi sono cattivi? Che cosa praticamente possiamo fare per migliorare le nostre condizioni e prospettive di vita, senza danneggiare nessuno?"

Pubblico quest' articolo così come mi è venuto in mente, giocando un poco con il significato reale della 'Canzone di Michelemmà' e le riflessioni e le emozioni personali quando recentemente l' ho risentita, nelle mie frequenti incursioni nel mondo della canzone napoletana, nella versione di Murolo e in quella di Gloriana.
Chi volesse seguire il percorso completo di letture, può leggere su questa stessa prima pagina l' articolo 'La Canzone di Michelemmà, secondo michelemmà'.

Concludendo, dovremmo parlare dei nostri michelemmà presenti e passati, per scegliere bene i michelemmà del nostro futuro (per la verità più vostro che mio), e per dare un mondo migliore ai michelemmà che ci seguiranno.

michelemmà

La Canzone di Michelemmà, secondo michelemmà.

La 'Canzone di Michelemmà' è la favola musicale della nascita di un' isola; e come tutte le favole, suscita in chi l' ascolta attimi di incantato mistero.

Vedremo però che le origini e il significato della canzone sono controverse, e come proprio ciò contribuisce ad aumentarne quel senso di fantastico e di sottile malinconia.

Ve la ripropongo nella versione di Murolo, assieme al testo.
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Testo di MICHELAMMA’:
E' nata miez'o mare | Michelemmà e Michelemmà | e' nata miez'o mare |
Michelemmà e Michelemmà | oje na scarola oje na scarola ||
Li turche se nce vanno | Michelemmà e Michelemmà | a reposare ||
Chi pe la cimma e chi | Michelemmà e Michelemmà | pe lo streppone ||
Biato a chi la vence,| Michelemmà | a sta figliola ||
Sta figliola ch'e figlia | Michelemmà e Michelemmà | oje de Notare ||
E mpietto porta na | Michelemmà e Michelemmà |... Stella Diana ||
Pe fa mori' ll'amante | Michelemmà e Michelemmà | A duje a duje ||
Pe fa mori' li amanti | a duje a duje ||
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Le prime notizie della 'Canzone di Michelemmà', che specificamente è una tarantella, risalgono al 1600.

Falsamente attribuita da Salvatore Di Giacomo all’ estro di Salvator Rosa, è in realtà di autore sconosciuto.
Uno o più autori? La domanda non è affatto peregrina, considerato che sono in molti a ritenere che la canzone, così come è giunta a noi, sia in realtà la sovrapposizione di autori diversi. Inoltre, esistono interpretazioni diverse sia sul significato del testo, peraltro molto scarno, sia su quel 'Michelemmà', titolo della canzone.
Eppure, anche se di essa non si sa l'origine, nè l' autore, nè con certezza il significato del titolo e del testo, purtuttavia basta ascoltarla, e subito si resta colpiti dal timbro musicale della tarantella, e da quella parola 'Michelemmà che ne scandisce il ritmo vitale, accompagnata da frasi brevissime, due tre parole, che sono come pennellate di un quadro forse volutamente interminato, e che si va completando in maniera potente e suggestiva nella mente dell' ascoltatore, in maniera del tutto peculiare.

Delle varie interpretazioni, ne riporto solo due, tra le più accreditate.
Relativamente alla prima, occorre fare una breve, ma necessaria premessa.
Nel dialetto napoletano 'Michele' significa anche sciocco, fesso, ed in questo senso è talvolta usato in famiglia dai genitori quando vogliono scherzare con i loro figli, e che invece di dire ‘o fesso mio', 'lo scemo mio', dicono: ‘o michele mio'. Quindi, se a scherzare con il proprio figlio è una mamma, va da se che un MICHELE ‘E MA’ (Michele di mamma) potrebbe essere diventato nel tempo il MICHELEMMÀ della tarantella.

Essa potrebbe essere nata così. Siamo ad Ischia, al tempo delle prime invasioni dei turchi. Lo sconosciuto autore della canzone, addolorato dai fatti di cui è spettatore, immagina che una mamma, avendo il suo figliolo tra le braccia - cui lei si rivolge nel modo sopra detto - gli racconta la favola della nascita di un’isola (ISCHIA?) verdeggiante (scarola), e di come su tale isola, peraltro detta “figlia de notaro” in quanto di pertinenza del vicino reame di Napoli, sbarcassero i turchi e se la disputassero chi per conquistarne il monte (la cimma), chi per impadronirsi della spiaggia (lo streppone). Serrara d’Ischia potrebbe essere poi quella 'stella Diana' citata nel testo.

In base alla seconda interpretazione, Michelemmà sarebbe una Dea Vergine che sorge dal mare, presso Ischia. La parola dialettale “scarola” dell' epoca potrebbe essere interpretata come “Ischiarola”.
La vergine sorta dal mare è guerriera, una specie di Diana cacciatrice: "E mpietto porta na...Stella Diana". Non vi è chi la vince: "Pe fa mori' li amanti, a duje a duje". Ed è figlia di un Dio: il “Notare”.



Questa seconda versione musicale ha una tonalità e un ritmo musicale non accorato, come quella di Murolo, ma pieno di vita e più giocoso.

Nel mio immaginario, l'isola non è Ischia ma una penisola: il nostro Sud!
Secondo la prima interpretazione, Ischia è vista come "patria sì bella e perduta"; con la seconda, l' isola (Ischia, e metaforicamente il nostro Sud), sotto l' aspetto di una Diana cacciatrice, è assediata, ma non vinta...Anzi!

Ma, più della mia, è importante ascoltare la vostra opinione.

michelemmà

domenica 24 maggio 2009

Alimentazione umana ed igiene alimentare.

Premessa

A partire da oggi, sarà pubblicata una serie di articoli sull'alimentazione umana e sull'igiene alimentare.

Ciascun articolo è formato da una serie di schede che sviluppano aspetti diversi dell'argomento.

Sono ben accetti suggerimenti e collaborazione.

Gli alimenti: Articolo 1

Criteri di studio merceologici.
Ci occuperemo, in questa prima parte, dei criteri che sono alla base dello studio merceologico degli alimenti.
Gli elementi fondamentali di una merce sono il nome della merce, l’origine, la composizione chimica e le proprietà, i metodi di produzione, le varietà commerciali, la qualità ed i controlli di qualità, le alterazioni, le frodi, i metodi di conservazione, l’etichettatura e l’imballaggio, la normativa specifica per le merci alimentari, ecc.
Il nome della merce è il nome comunemente inteso, corrispondente per lo più, ma non sempre, al nome merceologico legale. Ad esempio, "vino" è il nome che comunemente diamo alla bevanda alcolica che tutti conosciamo, e lo stesso vale per "birra", "carne", "pesce", ecc.Per alcuni nomi esistono dei sinonimi; ad esempio, grano e frumento; granturco e mais; ecc.
Denominazione.
Ma il nome della merce alimentare da solo non è in genere sufficiente ad individuare la merce stessa senza ambiguità. Spesso occorre aggiungere un aggettivo, o più di un aggettivo. Si parla in tal caso più precisamente di denominazione di vendita, che identifica una ben precisa varietà commerciale.Ad esempio, quando si compra del latte, in relazione al metodo di produzione, occorre scegliere tra latte pastorizzato, sterilizzato, entrambi disponibili nei tipi intero, scremato, e parzialmente scremato. Se si compra caffè, possiamo scegliere relativamente alla provenienza tra caffè Moka arabico, o del Rio del Brasile, Guatemala, S. Salvador, americani.Se trattasi di oli, in relazione alla composizione chimica, si può scegliere tra oli di oliva ed oli di semi. Se riso, o altri prodotti granulari, in relazione alla granulometria si può scegliere tra riso comune, semifino, fino e superfino, e se farina si può scegliere in base alla finezza di macinazione tra tipo 00, 1, e 2.
Relativamente al parametro qualità, gioca un ruolo decisivo il marchio del produttore.
Valutazione qualitativa e quantitativa.
In generale, in merceologia le sostanze alimentari sono studiate procedendo ad una loro valutazione qualitativa (controllo qualità) e quantitativa (qualità “mercantile”).
Con la valutazione qualitativa e quantitativa si verifica soprattutto la conformità del prodotto alimentare alle norme di legge , e si vede anche se sono presenti difetti naturali (alterazioni) o difetti dolosi (frodi alimentari).
Inoltre, con la valutazione quantitativa, si stabilisce se la qualità della merce è uguale, maggiore o minore allo standard di riferimento per la sua categoria (qualità “mercantile”), cui corrisponde un determinato prezzo-base.
La determinazione delle proprietà organolettiche è sempre importante: l’aspetto morfologico di una farina, completata da un esame microscopico, può dare molte informazioni in breve tempo. Per i vini e gli oli sono determinanti gusto e odore.Esistono oggi delle commissioni di esperti (assaggiatori) per determinate categorie di alimenti, come il Panel Test per gli oli di oliva vergini.
Panel Test.
Con il termine Panel Test si indicano le votazioni date da un gruppo di 8-12 assaggiatori, che, indipendentemente gli uni dagli altri, esprimono il loro giudizio sulle caratteristiche organolettiche dell’olio in esame, scegliendo le sensazioni gustative tra quelle codificate, che sono circa una trentina: si passa da quelle gradevoli (fruttato armonico, fruttato intenso), a quelle più o meno gradevoli, fino a sensazioni decisamente sgradevoli (terra, muffa, inacidito).

Aspetti normativi, nazionali e comunitari.
Importanza della conoscenza delle norme
Una buona parte del corso di formazione per addetti alla somministrazione di alimenti e bevande è basata sull’apprendimento della legislazione del settore. Anche dopo aver superato l’esame e conseguito la relativa qualifica, per poter svolgere il proprio lavoro professionalmente, senza rischi e problemi, occorre essere aggiornati sulle leggi, che continuamente cambiano.
Ovviamente, le leggi cambiano. Facciamo un esempio. Il Regolamento UE n. 2568/91, di cui riparleremo trattando degli oli nella parte descrittiva, riporta le caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva, nonché i relativi metodi di determinazione.Quando, a seguito dello sviluppo tecnologico, si è ritenuto che potevano essere abbassati i valori limiti dell’acidità libera degli oli di oliva, è uscito dopo circa 10 anni il Regolamento UE n. 1513/2001, importante per l’allegato A che aggiorna, abbassandoli, i valori limiti dell’acidità libera del Regolamento UE n. 2568/91 precedente, sopra citato.
Gli esempi che possiamo fare sono tanti. Abbiamo Leggi sui cereali e i loro derivati, sul latte e derivati, sugli oli, sui vini, ecc., che vengono continuamente aggiornate, con il passare del tempo.
Norme comunitarie, nazionali, regionali
Vediamo ora l’aspetto normativo comunitario.Siccome l’Italia fa parte dell’Unione Europea, le leggi più importanti provengono dalla Comunità.Inoltre, dal 1990 in poi si sono verificate nel nostro Paese, e anche nel resto dell’Europa, profonde e numerose trasformazioni in tutti i campi; lo strumento legislativo che si è rivelato più adatto per stare al passo con queste numerose e veloci trasformazioni è stato il Decreto legislativo (Dlgs.) Normalmente, quindi, ad una o più Direttive comunitarie, segue per lo più un Decreto Legislativo o un Decreto Ministeriale che le recepisce.
Ad esempio, il D.M. 27 febbraio 1996, n. 209, di cui riparleremo trattando degli additivi nella parte descrittiva, è la norma più vasta relativa alla disciplina degli additivi alimentari consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari. Esso è stato emanato in attuazione di ben 5 direttive comunitarie: 94/34/CE, 94/35/CE, 94/36/CE, 95/2/CE, e 95/31/CE. Così pure, il D. Lgs. 27 gennaio 1992, n. 109, poi aggiornato con il D.Lgs. n.181/2003, è un decreto molto importante in materia di etichettatura, che attua le Direttive comunitarie 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari (si noti il ritardo, in genere di pochi anni, della data di emanazione del dlgs rispetto a quella della direttiva).
Le Leggi vengono promulgate meno frequentemente, perché ci vuole più tempo (ci sono numerosi passaggi tra Commissione tecnica, Camera e Senato), ma sono anche più vaste e complete (Leggi quadro).
A livello regionale, abbiamo i Decreti Generali Regionali. Ad esempio, il DGRC (C sta per Campania) n° 463 del 19 Aprile 2006, riguarda il protocollo per un Sistema di allerta per la sicurezza alimentare, in attuazione del Reg CE n°178_2002, che stabilisce i principi e i requisiti della legislazione alimentare.

martedì 20 gennaio 2009

Ancora sulla mente umana

Ho riletto 'Riflessioni sulla mente umana', nella sezione 'La panchina' del mio sito, ripubblicato poi con il titolo 'La mente umana' anche su WordPress.
L' articolo è una breve descrizione scientifica, a carattere divulgativo, dell' oggetto mente umana.

A distanza di tempo, rileggendolo, sono rimasto deluso: in definitiva, mi sembra un articolo mal sviluppato.
Il difetto maggiore consiste nell'aver messo troppi argomenti sullo stesso piano. Anche se ho infilato nelle tre schede gli argomenti a carattere preminentemente scientifico, sta di fatto che li ho richiamati quasi tutti nel corso del colloquio, e solo alla fine si percepisce a mala pena ciò che intendevo sottolineare.

Mi ero proposto il seguente filo logico degli argomenti, sviluppati rispettivamente nella prima, seconda e terza scheda, e visualizzabili ai seguenti indirizzi:

  1. la cellula umana

  2. il cervello umano

  3. la mente umana

Denominatore comune delle tre schede: l'intelligenza della Natura, nel funzionamento ed evoluzione di queste tre entità.

Le considerazioni di fondo presenti nel colloquio sono da una parte la constatazione che man mano che si passa dalle strutture semplici (cellula, neurone) a quelle più complesse (zone del cervello, cervello) cresce il grado di indefinizione, che raggiunge il suo massimo appunto nel mistero della mente umana, e dall'altra la necessità di parlare della nostra mente per quello che è, e non per le sue manifestazioni.

Relativamente a quest'ultimo punto, occorre un breve chiarimento.
Tutti conosciamo la grande influenza sul destino dei popoli di personaggi di eccezionale levatura come Alessandro Magno, Cesare Augusto e Napoleone, influenza riconducibile al comune denominatore della eccezionalità delle manifestazioni delle loro menti; ed in particolare, in momenti di grandi disordini sociali, le manifestazioni tragiche della mente collettiva del popolo, come nella Rivoluzione francese.
Inoltre, nel campo dell'Arte e della Poesia, tutti conosciamo la grandezza delle opere nate dalle menti geniali di personaggi come Dante, Shakespeare, Dostojevski, Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Mozart, e tanti altri, che hanno donato all'umanità grandissimi capolavori, specchi magici della nostra anima, delle nostre passioni, dei nostri ideali ... della nostra mente, perchè in definitiva noi siamo, anzitutto e sopratutto, la nostra mente.
Ciò che è il nostro cervello è descritto nei trattati di Medicina, di Neurologia, e di tutte quelle branche relative a tale argomento.
Ora, i meccanismi che sono alla base del funzionamento del cervello sono tuttora per la maggior parte sconosciuti, per cui il cervello costituisce ancora oggi un mistero.
Inoltre, ancora non si sa se cervello e mente umana sono la stessa cosa; oppure (ed io sono per questa seconda ipotesi), la mente umana è qualcosa che comprende il cervello ed ha estensioni al di là di esso (Sistema Nervoso Centrale); anzi, se vogliamo tener conto di alcuni fenomeni paranormali e delle cosiddette percezioni extrasensoriali (PES), la mente umana potrebbe avere anche estensioni al di là dello stesso corpo in cui il cervello risiede.

Ma allora? Qual'è dunque il motivo principale dell'articolo?
Semplicemente questo: considerato che la Scienza non ha ancora sperimentalmente e scientificamente dimostrato, secondo i canoni galileiani, ciò che la mente è, un approccio più soddisfacente potrebbe essere quello di percepirne la potenza e la complessità mediante l'evocazione poetica.

A questo punto, il termine di paragone della mente umana non poteva essere che l' Universo.
La sola cosa che accomuna queste due entità è il loro mistero; per il resto, sono agli antipodi: complessa e piccola la mente, interminato e relativamente semplice l'Universo.
La mia scelta non poteva essere altrimenti: 'L' Infinito', di Giacomo Leopardi.
Gli interminati spazi leopardiani definiscono poeticamente e scientificamente gli spazi dell' Universo che oggi conosciamo: non finiti, nè infiniti; ... interminati, appunto!
Ma ancora più prodigiosa è la mente del Poeta che, percepito il mistero dell'Universo, rischia di restarne sopraffatta (' ...ove per poco il cor non si spaura'), ma poi, riconducendo quell'idea alla propria dimensione umana ( E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando), riesce a contenerla, e l'intelligenza poetica della sua mente diventa parte dell' intelligenza cosmica dell'Infinito ('Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: ed il naufragar m'è dolce in questo mare').

La mente del Poeta prodigiosamente è riuscita a contenere l'idea di un universo infinito, del quale essa stessa sente e accetta di essere parte.

Conclusione.
Ho ridefinito a me stesso gli ambiti dell'articolo, allo scopo di poterlo migliorare in una possibile (ma non certa) riedizione.
Gradirei molto qualche consiglio.
Però, non chiedetemi perchè parlo di queste cose.
Io parlo anche di web, di Barak Obama, ma non toglietemi la libertà di esprimermi con i canoni dell'educazione della mia generazione (ho tre magnifici nipotini).
Anche se l'odierna filosofia ripudia di trattare di argomenti metafisici perchè irresolubili, il non trattarne affatto è ancora peggio: non ci fa sollevare gli occhi al cielo, sia esso considerato con la 'c' minuscola, o con quella maiuscola. E ciò, non ci arreca vantaggi, anzi...!

domenica 28 dicembre 2008

L' MPA e Cicerone80

Salerno, 27.12.08

Sono le 9.40 quando scendo dal mezzo ATACS e mi reco verso il Palazzo della Provincia. La giornata è fredda, l'aria pungente, ma c'è un bel sole. I residui del giorno di Natale e Santo Stefano si fanno sentire, e, ancora mezzo morto di sonno, faccio quei pochi passi tra la fermata del bus e il grande portone d'ingresso del palazzo, avanti al quale sostano una macchina epoque ed un bus della Regione Campania, vuoti.

Entro, e l'usciere, cui chiedo dove si tiene la riunione dell' MPA (Movimento per l' Autonomia), mi risponde: " secondo piano, a sinistra". Salgo a piedi, e sull'uscio incrocio l'on. Gagliano che, indaffarato, mi rivolge un cortese cenno di saluto, e va velocemente via.
Ore 10. Puntualissimo, entro nel salone della riunione, ancora vuoto; mi chiedo se per caso abbia sbagliato a capire, ma un gruppetto di quattro persone che parlano tra loro nel vestibolo, mi convince che la riunione è proprio lì. Mi siedo, faccio una telefonata a mio figlio dicendogli che ha tutto il tempo di venire, e, chiudendo il cellulare, quasi mi pento di aver aderito all'invito di un amico a partecipare a questa riunione, che si profila purtroppo come tante altre di questi ultimi anni di scarso sentire politico. Mi sistemo meglio sulla poltrona, un'occhiata al grande e bellissimo quadro sulla sinistra, e mi appisolo.
Vengo svegliato da lì a poco da un gruppetto vociante di persone che entrano. Allora, decido di seguire l'esempio di una persona che vicino al balcone si sta godendo una sfera di sole e la vista della bella piazza antistante, sullo sfondo un mare azzurrissimo, lievemente increspato. Cominciamo a parlare. Si chiama Antonio, è anche lui un chimico come me, che però non si interessa di web... peccato! Però, scopro che abbiamo parecchie idee ed interessi in comune.

Poi, sono circa le 11, la scena cambia. Assieme al gruppo di testa dei parlamentari, entrano nel salone moltissime persone. Antonio mi chiede di andare a salutare l' On. Brusco, che lui conosce, e anch'io gli stringo la mano. Alla fine della riunione, restituisco la cortesia presentando lui ed il figlio Andrea al Senatore e amico Gaetano Fasolino, eletto ufficialmente e unanimamente coordinatore dell' MPA per la Campania all'inizio della stessa riunione.

Il Salone è gremito, ormai nessun posto all' inpiedi, nè in fondo al salone, e nemmeno su entrambi i lati; registro un segno di saluto di mio figlio, che mi segnala la sua presenza dal lato sinistro. Poi concentro la mia attenzione sui vari interventi.

Non intendo fare alcun resoconto, nemmeno un abstract, dei contenuti dei vari interventi. Per questo, ci sono i giornali (p.m., riportare segnalazione o link!); e poi, mi sembra prematuro. Piuttosto, desidero scrivere qualche rigo su alcune notazioni che, anche se personali, tuttavia hanno per me una grande importanza.

Dopo tanto tempo, in seguito alle cose ascoltate alla riunione, ho percepito in me stesso un cambiamento benefico.
Con questo MPA ritrovo un barlume di sogno politico, un revival minore di quello che provai quando Berlusconi apparve sulla scena politica italiana. Credo proprio che ridurrò il tempo dedicato al mio hobby culturale (leggi web, e siti dinamici), per seguire l'evoluzione di questo MPA con un approccio particolare. Penso che quando una persona è giunta all' età di avere dei nipotini, ed i giochi ormai sono fatti, se proprio vuol seguire da cittadino kantiano la politica, dovrebbe farlo con senso pragmatico e di grande verità verso se stesso e gli altri, come persona indipendente e autonoma, originale e libera, alla riscoperta e riaffermazione dei propri doveri e diritti non solo di cittadino italiano ma anche di persona del Sud, che vuole solo ristabilire un corretto e giusto equilibrio nella sua appartenenza al comune suolo patrio. Ma per carità, bando ai vecchi approcci sulla questione meridionale del passato, anche se nobilissimi, ispirati e di grande spessore intellettuale.
A mio parere, questo MPA vuole semplicemente un rearrangement dello status del cittadino del Sud a maggior beneficio di tutti i cittadini italiani; e ciò, esclusivamente con corretti strumenti politici, resi efficienti da una più concreta e illuminata visione politica, ma restando compatti nel più grande sistema politico del Popolo delle Libertà. In tal senso, la cosa mi interessa, e credo che ritornerò sull'argomento quando si discuterà in Parlamento del varo della nuova legge sul federalismo fiscale (vedi precedente articolo).

Per me, questo sarà il banco di prova dell'MPA.
Se non succederà nulla, e ancora voglio illudermi e sperare di no, vorrà dire che l'MPA andrà per la sua strada, ed io per la mia; tutto sommato, guadagnerò più tempo per i miei interessi, e fare una bella pagina web dinamica aiuta a non pensare.

Cicerone80

venerdì 17 ottobre 2008

La mente umana.

La TV sta trasmettendo la puntata di Roberto Benigni sul canto XXXIII dell’Inferno, dedicato ai traditori; precisamente quello che tratta anche di Ugolino, conte della Gherardesca, fatto prigioniero dai Ghibellini e lasciato morire di fame assieme ai due figli e a due nipoti nell' oscura cella di una torre, detta poi Torre della fame.
Queste le immagini che scorrono sul monitor: Benigni, sul palco illuminato; un mare scuro di spettatori attorno; sullo sfondo, la chiesa di Santa Maria Novella, bellissima, ed illuminata.
Siamo all'ultima parte della puntata, la lettura del Canto. Benigni si sta paragonando ad una umile candela, la cui luce sarà offuscata dall'irrompere del sole quando egli inizierà la lettura, essendo il Sole rappresentato dalla potenza evocativa delle parole - poesia tragica ed altissima - di Dante Alighieri.

Suonano. Apro a Gino, il mio amico della porta a fianco.

Gino
prof, la mia TV non funziona. Posso vedere Benigni sulla tua?

prof
Ma certo, accomodati! Per me è un piacere. Ci faremo compagnia.

Per una strana associazione, mentre Gino ascolta Benigni che recita, mi metto a pensare al mistero della mente umana.
Gino nota la distrazione, e mi chiede a cosa sto pensando. E quì inizia una strana chiacchierata, di cui riporto quello che più ricordo, tra me e Gino (ndr. almeno inizialmente, per chiarezza di lettura, mi riferirò a quest'ultimo citandolo con il suo nome, o con il termine 'amico'; a me stesso, con prof).

Gino
Per te, che cosa è la mente umana?

prof
Penso sia l'insieme di alcune capacità del cervello, come l'intelligenza, la memoria, la coscienza, l'affettività; ma questi sono concetti astratti, che scientificamente non definiscono nulla.
Non credo si possa definire esattamente la mente, in base alle attuali conoscenze. D'altra parte, anche il cervello non è completamente conosciuto, però sono ben note alcune sue caratteristiche.

amico
Per caratteristiche intendi forse proprietà come ad esempio la complessità della sua struttura?

prof
Non solo complessità, ma anche specificità, e altro ancora.
Il cervello umano è certamente la cosa più complessa esistente sul pianeta Terra, e forse anche nell'universo, che è immenso, ma strutturalmente semplice, essendo in definitiva formato dalle molteplici combinazioni delle sue tre particelle stabili e fondamentali - il protone, l'elettrone, ed il neutrone - , e basta salire di qualche livello per avere la maggior parte delle sostanze di cui l'universo è costituito, e cioè sostanzialmente idrogeno, elio, e plasma.

amico
Alt! Sull'argomento, desidero fare una semplice chiacchierata, e non una discussione impegnata. E cioè, vorrei parlarne in termini semplici, giusto per ciò che potrebbe soddisfare la nostra curiosità, e che potrebbe al più esserci di aiuto a conoscere meglio noi stessi.

prof
Però tu dimentichi che queste cose che diciamo poi io le metto sul blog, ed il pubblico di Internet spesso è esigente, e non vuole solo opinioni e riflessioni, ma anche fatti, notizie.
E' però possibile una soluzione di compromesso: procediamo per parole chiavi, una specie di rapida comunicazione telegrafica, cercando di chiudere rapidamente il cerchio.

amico
Ok, comincio io.
Quando si parla dell'origine delle cellule eucariote, e dell'ipotesi di Jacques Monod, e poi ancora del codice genetico e della sintesi delle proteine, mi sono chiesto se possa esistere una intelligenza della natura.

prof
Intelligenza della natura è una espressione forte, troppo impegnativa!
Però, non possiamo di certo negare che esistono in natura meccanismi intelligenti. La cellula stessa è come un sofisticatissimo laboratorio chimico automatizzato, il cui software è fornito da madre natura; ovviamente, non conosciamo il meccanismo con cui si è formata la prima cellula eucariota, perchè ciò equivarrebbe a conoscere l'origine della vita.
Se si tiene conto del DNA, della sintesi proteica, dell'origine delle specie naturali, e della differenziazione cellulare, noi ritroviamo scritti nel libro della natura tanti principi fondamentali delle scoperte umane. Quindi, in questo senso, la natura è intelligente.

Stringiamo. Se dico cervello, qual'è il mattone corrispondente?

Non c'è dubbio: neurone.
L'organismo umano è formato da almeno 200 tipi di cellule che hanno caratteri diversi e ruoli diversi.
Il neurone è uno di questi tipi. Come le comuni cellule, i neuroni hanno un nucleo, un citoplasma ed una membrana cellulare, e svolgono le stesse funzioni di una normale cellula, dalle quali però differiscono sostanzialmente per due aspetti: non si rigenerano; e, oltre alle normali funzioni della cellula standard, trasportano informazioni.

Andiamo piano. Ora stiamo correndo troppo! Che cosa intendi per trasporto dell'informazione?

Semplicemente questo: i neuroni trasportano tutte le informazioni necessarie dal corpo al cervello, e dal cervello al corpo.
Per esempio, se stai alla fine di una striscia pedonale e vedi un'auto che ti sta venendo addosso, il cervello trasmette all'apparato senso motorio tutti i segnali necessari a farti saltare sul marciapiedi; questi segnali sono diretti dal cervello al corpo. E mentre mi stai ascoltando, le informazioni che ti sto fornendo vengono memorizzate in una ben precisa posizione del cervello.
Quando invece mi comunichi qualcosa, sono interessate altre zone del cervello.
Lo scambio di informazioni avviene tramite segnali elettrochimici; il segnale è elettrico all'interno del neurone, ed è chimico (neurotrasmettitore) tra un neurone e quello adiacente. I neuroni sono provvisti di prolungamenti specializzati chiamati dendriti ed assoni, di sinapsi (strutture specializzate per la comunicazione) e di neurotrasmettitori (sostanze chimiche).

C'è un punto che non mi è chiaro.
Quando è comparsa la prima cellula eucariota (circa 900 milioni di anni fa), essa faceva parte di un organismo molto semplice, i cui neuroni di conseguenza svolgevano un numero di funzioni certamente meno elevato di quello relativo ai neuroni dell'Homo sapiens (comparso appena 200 mila anni fa).
La domanda è questa: come si spiega l'aumento di complessità del neurone, se tutto di esso è scritto e sigillato nel suo DNA?

La risposta risiede in due parole chiavi: evoluzione delle specie, e differenziazione cellulare.
Poco fa, hai citato Jacques Monod. Nel suo famoso libro, 'Il caso e la necessità', spiega tutto esaurientemente.

Abbiamo tralasciato la non rigenerazione dei neuroni. Se è proprio vero che i neuroni, a differenza degli altri tipi di cellule, non si rigenerano, allora dobbiamo dedurre che il loro numero dimuinisce nel corso della vita.

Purtroppo si. Ma mentre il numero dei neuroni diminuisce (ovviamente perchè muoiono per senescenza o altre cause), fortunatamente cresce il numero di collegamenti tra tutti i neuroni, specie in presenza di un'attività mentale. Si dice che il cervello è plastico.

Siamo giunti all'argomento principale: la mente umana.
Nell'antichità si pensava che sede delle funzioni mentali fosse il cuore. Poi si capì che tali funzioni - indifferentemente riferite alla mente come sinonimo anche di psiche o anima - risiedono almeno in buona parte nel cervello, in senso restrittivo, e più generalmente nel sistema nervoso centrale.
L'introduzione della Psicologia Scientifica Contemporanea (P.S.C., Wundth, anno 1878) determinò il nuovo orientamento verso quella che F. Lange efficacemente definì "psicologia senza l'anima", divenuta - quest'ultima - esclusivo oggetto di indagine metafisica o filosofica, e quindi una entità ben distinta dalla mente. Ma pare che oggi il problema più scottante sia rappresentato dal fatto che si conoscono le funzioni della mente, si fanno delle ipotesi sulla loro localizzazione, ma sappiamo molto poco sui loro meccanismi.

Proprio così.
Quella della mente è una definizione astratta. Solo il progresso scientifico potrà darne, in un futuro che auspichiamo vicino, una corretta e completa interpretazione.
Ipotesi? Per carità, no! Internet è pieno di migliaia di ipotesi di ogni genere: filosofiche, teologiche, avveniristiche, fantascientifiche, ecc.; perciò, conviene lasciare il campo delle ipotesi a quelle menti geniali che aprono proficue scorciatoie alla ricerca scientifica. Riflessioni, si. Un tipo di approccio interessante potrebbe essere come si pone la mente umana di grandi personaggi di fronte al mistero dell'universo. Un altro approccio, fondamentale, potrebbe essere il contributo della poesia alla percezione dei grandi misteri, tra cui la mappa completa della mente umana e dei suoi meccanismi, e altri ancora, fino a quello, probabilmente irrisolubile, della vita, e di cosa c'è oltre di essa.

Mi fai ricordare il film di Stanley Kubrik, "2001: Odissea nello spazio". Kubrik disse

di aver voluto rappresentare un'espressione visiva, che aggirasse la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'incoscio.

Ricordo, infatti, il grande monolito nero (simbolo di una intelligenza cosmica?) che compare in ciascuno dei tre episodi del film, e la mente umana che lotta per la sopravvivenza contro quella artificiale di HAL. E poi ancora, i grandi silenzi in assenza d'aria, fuori dell'astronave, e sopratutto il viaggio spettacolare della navicella catapultata attraverso una specie di buco nero nello spazio e nel tempo. A parer mio, alcuni riferimenti, come ad esempio il monolito, ed altri ancorta, sono volutamente indefiniti, per aumentare quel sottile senso di angoscia e di paura, abbastanza palpabile da parte dello spettatore specie alla fine del film.

Io invece penso alla poesia "L'infinito", di Giacomo Leopardi.

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

Di seguito, alcune riflessioni del Poeta sulla situazione psicologica in cui nacque l'ispirazione:

... La cagione è la stessa, cioè il desiderio dell'infinito, perchè allora in luogo della vista, lavora l'immaginazione ed il fantastico sottentra al reale. L'anima si immagina quello che non vede, che quell'albero, quella siepe, quella torre gli nasconde, e va errando in uno spazio immaginario, e si figura cose che non potrebbe , se la sua vista si estendesse da per tutto, perchè il reale escluderebbe l'immaginario.

Faccio solo rilevare quanto accennato sul ruolo della poesia, e della letteratura in genere (chi non ricorda gli scritti di Jules Verne), come anticipatrice o interprete di misteri come quello della mente umana.
Poche osservazioni. Mentre il film di Kubrik - come tu dici - è a tratti angosciante, la dolcezza dei versi nella poesia "L'infinito" permane immutata fino alla fine:

interminati spazi di là da quella, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura

Ma poi, si verifica il superamento dello spavento. Tutto è ricondotto all'esperienza umana:

E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando...

La mente del Poeta, sentendosi parte del tempo - il "susseguirsi delle stagioni" - e dello spazio infinito, ad esso, provandone un piacere, si abbandona:

Così tra questa immensità s’annega il pensier mio, ed il naufragar m'è dolce in questo mare.

La complessità della mente riesce a contenere l'idea dell'universo infinito.
................
................

Poi mi sveglio.
La puntata di Benigni è finita.
L'amico Gino non c'è ... ma è mai venuto?
Scherzi della mente, troppo complessa per essere compresa e descritta scientificamente, ed a mala pena percepita in circostanze come quelle di stasera.
Spengo il televisore, e vado a dormire.
Cicerone80.


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Argomenti correlati:
http://digilander.libero.it/Cicerone80/P_la%20mente%20umana.htm
http://digilander.libero.it/Cicerone80/P_popup%20la%20cellula%20umana.htm
http://digilander.libero.it/Cicerone80/P_popup%20il%20cervello%20umano.htm
http://digilander.libero.it/Cicerone80/P_popup%20la%20mente%20umana.htmhttp://www.brainconnection.com/topics/?main=gal/cns-home

venerdì 25 aprile 2008

Su BLOGGER esistono le categorie?

Sto cercando su BLOGGER le categorie, per raggruppare e classificare i post in base appunto alla loro tipologia.
I casi sono tre:
a) o non ci sono;
b) o non riesco a trovarle
c) o su Blogger sono sostituite dalle etichette.
Se qualcuno legge questo post, e bazzica da più tempo in Blogger, può usarmi la cortesia di farmelo sapere?
GRAZIE!
Cicerone812

Diventare blogger

Diventare blogger non è un fatto automatico.

Non si è blogger dopo aver scritto il primo blog. Occorre sia affinare l'arte dello scrivere e sia le impostazioni e le tecniche di presentazione (layout) del blog.
Per questo secondo motivo, sto conducendo questo personale esperimento, che consiste nel riportare i post del mio primo blog su Libero (http://blog.libero.it/Onirefez/) anche su altri servizi italiani, tra cui anche questo su cui mi state leggendo: B L O G G E R , all'indirizzo: http://www.blogger.com/

Ora andrò a creare una categoria che chiamerò "Web", sperando che BLOGGER renda disponibile per l'utente la scelta di categorie in cui raggruppare i post.
Obiettivo: sperimentare due - tre servizi, ma anche voglio creare dei blog da gestire con maggiore autonomia, e ciò dovrebbe essermi consentito da piattaforme di gestione blog come Wordpress, Drupal , e dBlog CMS Open Source.

Poi vi farò sapere come è andata!

P.S. Clicca quì

Incollare una bella immagine.

Il senso della vita è racchiuso in tanti momenti banali, come giocare con i nipotini, osservare un tramonto, e, perchè no!, anche nell'incollare una bella immagine.
Basta con i progetti di formazione, con l'organizzazione dei corsi all' I.S.I.A., ecc. ecc.
Ora voglio fare sopratutto due cose :1) fare l'artigiano del web2) parlare con tutti coloro che ne hanno voglia, e che hanno a cuore il proprio star bene e quello altrui.
Visitate anche il mio sito. Questo è l'indirizzo: http://digilander.libero.it/Cicerone80/
Alla mia età, parlare un pò significa aiutarmi a chiudere bene una giornata!
Sono andato sempre alla ricerca del "senso della vita", e cioè di scoprire quale fosse quella cosa, che, unica, potesse farmi veramente felice. Jache Palance, beato lui, in quel film di cui non ricordo il titolo, ma che debbo trovare, l'aveva trovata questa cosa, ed era guidare le mandrie da un capo all'altro di quegli sterminati e fantastici territori che solo a guardarli ti danno il senso della libertà. Libertà che lui aveva conquistato, e che lo rendeva felice. Ma io non sono nato in Arizona, e non faccio il cowboy. Nella mia vita ho creduto di scoprire di volta in volta una certa cosa che sembrava potesse rendermi felice... ma poi l'illusione svaniva, ed io mi sono ritrovato sempre punto e a capo.
Ora ho bisogno di riaffermare le certezze e gli ideali dei mie diciotto anni, e di ritrovare la serenità parlando con tutti coloro che costantemente tengono presente cosa significano i concetti di umanità e di educazione.
Umano è colui che è cosciente di appartenere alla razza umana, con tutte le sue grandezze e miserie.
E la "educazione"? Cito Socrate: " Ma allora , cosa è questa educazione?" ... è quella che ci hanno tramandato i nostri padri."

Una politica concreta al servizio dei cittadini

A partire da oggi, sono accettati post da parte di tutti coloro che hanno a cuore un modo di fare politica concreta, moderata, aderente ai problemi dei cittadini. (Il termine "politica" va inteso come commenti, proposte, opinioni democratiche e corrette, news su argomenti di interesse generale, ecc...).
Oltre questo blog, metto a disposizione la sezione "Politica" del mio sito personale, all'indirizzo seguente:
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